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DE.C.O. RISO ALLA PILOTA DI CASTEL D'ARIO

DECO

RICETTARISOSMALL

Ricetta Riso alla Pilota di Castel d'Ario De.C.O.
PERCHE' SI CHIAMA "ALLA PILOTA"
Il nome curioso di questo piatto tipico del mantovano, ha origine dal nome dialettale dei braccianti delle riserie:
in casteldariese infatti le riserie sono dette "pile" e i "piloti" o "pilarini" erano appunto coloro che vi operavano. Poiche' il lavoro nelle "pile" si svolgeva in modo continuato non c'era molto tempo da dedicare alla preparazione del pranzo e questa tecnica permetteva di cuocere il riso senza che fosse necessario seguirne la cottura. Al termine di questa il riso viene condito con il pistume, anche se in origine il condimento era molto più semplicemente un soffritto di cipolla.

DOVEGUSTARESMALL

Dove gustare il Riso Alla Pilota di Castel d'Ario De.C.O.
I soggetti autorizzati dal Comune di Castel d'Ario a produrre e somministrare la Denominazione Comunale d'Origine Riso Alla Pilota di Castel d'Ario sono dodici, tra i quali otto attività di ristorazione, un agriturismo e tre associazioni, e come previsto dalla normativa sono abilitati solo se il prodotto è conforme alla "scheda identificativa, disciplinare", e se viene cucinato entro i confini del paese, in strutture abilitate dalle autorità sanitarie vigenti. Solo il sindaco, attraverso permesso scritto, può autorizzare un detentore a produrre il Riso Alla Pilota di Castel d'Ario all'infuori del territorio casteldariese.

Scheda identificativa
"disciplinare di produzione"

della De.C.O. Riso alla Pilota di Castel d'Ario

Bigolada

BIGOLADA

La tradizione più caratteristica di Castel d'Ario è la Bigolada: distribuzione gratuita di spaghetti conditi con acciughe e tonno (bigoi con le sardèle) cotti in enormi paioli sulla pubblica Piazza, che avviene il primo giorno di Quaresima.
Il nome e la tipologia del cibo risalgono agli anni Venti del Novecento, ma la festa si inserisce in una precedente manifestazione nata l'8 marzo 1848, alla vigilia della prima guerra d'indipendenza. Allora, in segno di protesta anti-austriaca e anti-clericale, si erano distribuiti gratis alla popolazione "polenta, aringhe, cospettoni e vino piccolo".
In seguito, si era caratterizzata come Baccanale, ma sempre con una forte componente di protesta sociale.
Sospesa durante la prima guerra mondiale, viene ripresa non più come forma di protesta ma con spirito festaiolo: diventa la festa dei bigoli, cioè la Bigolada.
Dal 1969 l'evento è gestito dalla Pro Loco che garantisce il rigoroso rispetto della ricetta tipica e il successo della manifestazione. Per saperne di più, si può consultare il libro di Sandro Correzzola "Dalla protesta alla festa – la Bigolada di Castel d'Ario", Mantova 2006.

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